archiBlog cambia veste

26 November 2006 — Diavolerie informatiche, Architetti e architetture

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A seguito della recente riunificazione delle lingue in un unico sito, archiBlog necessitava di un po’ di pulizia della sua interfaccia. La presenza di un numero di articoli in costante crescita (ad oggi sopra i 22.500 articoli) mette a rischio la fruibilità dei contenuti: diventa infatti poco utile e anche poco invitante scorrere dei lunghi paginoni con decine di segnalazioni sfuse e in ordine quasi casuale. archiBlog ovviamente non è una rivista o un giornale i cui contenuti seguono una singola linea editoriale, e quindi non è facile organizzarli in maniera tale da orientare il lettore senza costringerlo a leggerseli tutti. Per contrastare quindi questa tendenza al caos, da un lato si ricorre a tecnologie avanzate che agevolano e raffinano il lavoro manuale di selezione e dall’altro si cerca di studiare al meglio ogni aspetto dell’interfaccia utente.
In quest’ultimo senso il lavoro consiste in una duplice attenzione rivolta sia all’aspetto grafico puramente estetico sia all’usabilità del sito. Nel primo campo rientrano tutte le scelte legate all’immagine, al colpo d’occhio, alla riconoscibilità del sito, alla comunicazione immediata di alcune informazioni importanti o promozionali; nel secondo rientra invece l’organizzazione dei contenuti e delle funzioni secondo il criterio della maggiore intuitività da parte dell’utente finale. L’obiettivo, perseguito attraverso criteri essenzialmente empirici come in tutti i casi in cui si ha a che fare con un target di utenti “da scontentare il meno possibile”, è quello di ridurre al minimo alcuni ostacoli alla navigazione che si presentano agli utenti e particolarmente a quelli meno abituati: il numero di click per raggiungere una certa informazione, il tempo necessario a capire il significato o la collocazione di una funzione, la quantità di informazioni o funzioni che l’utente non coglie affatto.
Il lavoro pubblicato oggi con la nuova veste grafica di archiBlog tiene in considerazione tutti questi aspetti, che sono peraltro in questi anni i principali settori di sperimentazione nel webdesign.
Ma il lavoro non finisce qui: occorrerà prima o poi affontare numerose altre questioni in sospeso, a cominciare dalle altre lingue. Sono infatti diverse le segnalazioni ricevute finora per blog in altre lingue, come l’olandese, il tedesco, lo svedese e il romeno, ma per ora è stato necessario accantonarle: non è utile aprire una versione di archiBlog in una nuova lingua se prima non la si nutre adeguatamente di contenuti, altrimenti si troverà con una forte carenza di articoli.
Intanto il numero di visitatori e di apprezzamenti cresce, e questa la conferma che il progetto andava intrapreso.

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