Hannah e Mary, uno “spettacolo epistolare”

29 March 2010 — Spunti

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Hannah e Mary si erano già incontrate a Manhattan, nel 1944. Filosofa tedesca l’una, sfuggita alla Germania nazista, scrittrice americana l’altra; entrambe ben calate nel ruolo di rampanti intellettuali, dedite alla frequentazione di salotti e alla ricerca di un filo narrativo per la propria vita e la propria ricerca morale. L’incontro tra le due giovani donne è però destinato a trasformarsi in una vera e propria amicizia, quando, un anno dopo, si reincontrano ad una festa. Mary fa una battuta infelice su Hitler e Hannah le risponde stizzita affermando di essere stata in un campo di concentramento. Qualche minuto di accesa discussione, poi un silenzio, due sorrisi ed una stretta di mano: «Ricominciamo da capo. Piacere, Mary McCarthy». «Piacere, Hannah Arendt». Buio.
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Cattedrali da parete

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